UPS APC – integriamolo con Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot usando Unity
Alcune importanti novità nel DE della nuova release di Ubuntu, la 11.10 Oneiric Ocelot, rendono un po più complicata la visualizzazione dell’output grafico di apcupsd attraverso il suo tool , gapcmon, se si utilizza Unity e non Gnome classico.
Il processo di configurazione di apcupsd, che riporto integralmente dai miei precedenti appunti, è invariato anche se ho eliminato l’installazione di apcupsd-cgi che richiede apache2 che, normalmente, non tutti hanno installato e configurato.
Per cui, installazione e configurazione di apcupsd:
L”interfaccia USB o seriale permette allo UPS di “dialogare” con il nostro PC fornendoci una serie di informazioni utili.
Il tutto avviene tramite l’interfaccia del programma APCUPSD che permette, tra le altre cose, di programmare lo spegnimento del pc al verificarsi di determinate condizioni (es: quando la carica residua della batteria raggiunge il 5% -impostazione di default)
Nel manuale trovate tutte le apparecchiature supportate e il tipo di collegamento consentito.
Quasi completo il supporto per le piattaforme linux:
LINUX
- RedHat
- SuSE
- Mandriva/Mandrake
- Debian
- Slackware
- Engarde
- Yellowdog
- Gentoo
oltre a supportare anche windows e mac
Come da titolo ho testato la procedura su Ubuntu Oneiric Ocelot con questo kernel: 3.0.0-13-generic
Come prima cosa dobbiamo installare i pacchetti necessari:
sudo apt-get install apcupsd
A questo punto possiamo collegare l’UPS al PC tramite il cavo USB o seriale in dotazione
Poi andiamo a modificare il file di configurazione
sudo gedit /etc/apcupsd/apcupsd.conf
e modifichiamo le seguenti voci come indicato
Collegamento USB
UPSCABLE usb
UPSTYPE usb
DEVICE
LOCKFILE /var/lock
UPSCLASS standalone
UPSMODE disable
Collegamento con cavo seriale
UPSCABLE smart
UPSTYPE smartups
DEVICE /dev/ttyS0
LOCKFILE /var/lock
UPSCLASS standalone
UPSMODE disable
inoltre dobbiamo andare ad applicare le modifiche in
sudo gedit /etc/default/apcupsd
andando a inserire yes in corrispondenza di ISCONFIGURED
# Defaults for apcupsd initscript
# Apcupsd-devel internal configuration
APCACCESS=/sbin/apcaccess
ISCONFIGURED=yes
poi siamo pronti a far partire il demone con
/etc/init.d/apcupsd start
a questo punto possiamo verificare in terminale il riconoscimento del nostro UPS con il comando
apcaccess status
e ci dice tutto sul nostro APC
fabrizio@andromeda:~$ apcaccess status
APC : 001,044,1068
DATE : 2011-10-25 10:47:33 +0200
HOSTNAME : andromeda
VERSION : 3.14.8 (16 January 2010) debian
UPSNAME : andromeda
CABLE : USB Cable
MODEL : Back-UPS BR 800
UPSMODE : Stand Alone
STARTTIME: 2011-10-25 09:17:38 +0200
STATUS : ONLINE
LINEV : 232.0 Volts
LOADPCT : 35.0 Percent Load Capacity
BCHARGE : 100.0 Percent
TIMELEFT : 23.2 Minutes
MBATTCHG : 5 Percent
MINTIMEL : 3 Minutes
MAXTIME : 0 Seconds
OUTPUTV : 230.0 Volts
SENSE : Medium
DWAKE : 000 Seconds
DSHUTD : 000 Seconds
LOTRANS : 194.0 Volts
HITRANS : 264.0 Volts
RETPCT : 000.0 Percent
ITEMP : 29.2 C Internal
ALARMDEL : Always
BATTV : 27.4 Volts
LINEFREQ : 50.0 Hz
LASTXFER : Low line voltage
NUMXFERS : 0
TONBATT : 0 seconds
CUMONBATT: 0 seconds
XOFFBATT : N/A
SELFTEST : NO
STESTI : None
STATFLAG : 0×07000008 Status Flag
SERIALNO : 3B0845X50233
BATTDATE : 2008-11-07
NOMOUTV : 230 Volts
NOMINV : 230 Volts
NOMBATTV : 24.0 Volts
NOMPOWER : 540 Watts
FIRMWARE : 9.o4 .I USB FW:o4
APCMODEL : Back-UPS BR 800
END APC : 2011-10-25 10:47:33 +0200
in particolare:
LINEV: ci dice il voltaggio della nostra rete elettrica e deve essere un valore appropriato per la nostra apparecchiatura (Europa 220V)
BATTV: il valore deve essere vicino ai 24V con un margine di un +/- 5 Volt
STATUS: indica lo stato dello UPS e normalmente deve essere ONLINE
Possiamo, inoltre, verificare lo stato dello UPS con il comando
apcaccess
che produce il seguente output
fabrizio@andromeda:~$ apcaccess
APC : 001,044,1068
DATE : 2011-10-25 10:48:10 +0200
HOSTNAME : andromeda
VERSION : 3.14.8 (16 January 2010) debian
UPSNAME : andromeda
CABLE : USB Cable
MODEL : Back-UPS BR 800
UPSMODE : Stand Alone
STARTTIME: 2011-10-25 09:17:38 +0200
STATUS : ONLINE
LINEV : 234.0 Volts
LOADPCT : 35.0 Percent Load Capacity
BCHARGE : 100.0 Percent
TIMELEFT : 23.2 Minutes
MBATTCHG : 5 Percent
MINTIMEL : 3 Minutes
MAXTIME : 0 Seconds
OUTPUTV : 230.0 Volts
SENSE : Medium
DWAKE : 000 Seconds
DSHUTD : 000 Seconds
LOTRANS : 194.0 Volts
HITRANS : 264.0 Volts
RETPCT : 000.0 Percent
ITEMP : 29.2 C Internal
ALARMDEL : Always
BATTV : 27.4 Volts
LINEFREQ : 50.0 Hz
LASTXFER : Low line voltage
NUMXFERS : 0
TONBATT : 0 seconds
CUMONBATT: 0 seconds
XOFFBATT : N/A
SELFTEST : NO
STESTI : None
STATFLAG : 0×07000008 Status Flag
SERIALNO : 3B0845X50233
BATTDATE : 2008-11-07
NOMOUTV : 230 Volts
NOMINV : 230 Volts
NOMBATTV : 24.0 Volts
NOMPOWER : 540 Watts
FIRMWARE : 9.o4 .I USB FW:o4
APCMODEL : Back-UPS BR 800
END APC : 2011-10-25 10:48:11 +0200
Se non otteniamo gli output ma riceviamo un messaggio di errore proviamo a riavviare il computer e riprovare.
Per monitorare il tutto tramite interfaccia grafica possiamo utilizzare gapcmon
Per non so quale specifico motivo non trovo più gapcmon nei repo, per cui non è più sufficiente dare
sudo apt-get install gapcmon
ma bisogna andare a prenderselo da qui e installarlo o con GDebi o con Ubuntu software Center
Una volta installato proviamo a lanciare il programma dalla dash
abbiamo due scenari:
1) si aprono le schermate che attendevamo (vedi dopo) con la rappresentazione grafica dei dati
2) apparentemente non succede nulla
per cui:
ipotesi 1, siamo a posto e abbiamo raggiunto lo scopo
ipotesi 2, verifichiamo tra i processi attivi se c’è gapcmon e terminiamo il processo poi in terminale scriviamo
gnome-panel
ci dovrebbero apparire la barra superiore e inferiore del vecchio Gnome, andiamo sulla barra in alto in “applicazioni” → “strumenti di sistema” e selezioniamo “apcupsd monitor”
ci compaiono queste due schermate

andiamo, in particolare, su questa e mettiamo la spunta su “enable” ma togliamola da “use tray icon” sia sopra che sotto

adesso possiamo fermare gnome-pannel tornando nel terminale da cui l’avevamo aperto e digitando ctrl+c e chidendo la relativa finestra
Siamo a posto così, per creare un lanciatore basta aprire gapcmon dalla dash e fare tasto destro sull’icona della barra laterale di Unity e selezionare “mantieni nel launcher”
In alternativa
diamo questo comando in terminale
gsettings set com.canonical.Unity.Panel systray-whitelist "['all']"
e rimettendo la spunta a “use trayicon” su entrambe le caselle otteniamo un risultato che esteticamente è un po penoso

Fatto





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